da: La Gazzetta del Mezzogiorno,
10 agosto 2004
Il Triangolo Magico
Giorgio Nebbia <nebbia@quipo.it>
Il "Prodotto Interno Lordo" (PIL), quel numero che i governi e i
cittadini tengono sotto osservazione perché se aumenta di tanto percento
all'anno le cose vanno bene e viceversa, indica in realtà la quantità di
denaro che "attraversa" un'economia per soddisfare i consumi privati e
i servizi (scuola, sanità, militari, eccetera). Il PIL si calcola con certi
accorgimenti statistici e per l'Italia nel 2003 è ammontato a circa 1300
miliardi di euro; a dire la verità il denaro che attraversa l'economia
comprende anche altri circa 300 miliardi di euro che corrispondono ai proventi
dell'evasione fiscale, del commercio della droga e della prostituzione, delle
attività illegali, dei salari non pagati agli operai che lavorano "in
nero", e a varie altre cose.
Inoltre il flusso di denaro, legale o illegale, che attraversa l'economia di un
paese non contiene nessuna informazione sui relativi aspetti
"negativi" ambientali, come la quantità di gas inquinanti o di
rifiuti, l'erosione del suolo, la distruzione delle spiagge, eccetera.
Il denaro che attraversa un'economia, non è qualcosa di evanescente, ma si
muove da una persona o da una impresa all'altra accompagnato da cose materiali;
per costruire un edificio, autorizzato o abusivo, c'è tutto un movimento di
rocce e pietre e di cemento e di sabbia e di macchinari e di operai, e di carta
negli uffici, eccetera. Qualcuno ha pensato che se si potesse conoscere
"esattamente" quante pietre sono estratte dalle cave e quanto cemento
è trasportato, e quanto grano è prodotto dai campi e quante automobili sono
commerciate, pagando le tasse o evadendo il fisco, eccetera, si potrebbe
riconoscere almeno una parte dell'origine delle attività illegali e
dell'origine delle nocività ambientali.
Negli ultimi trent'anni ci sono stati vari tentativi in questo senso, ma la
soluzione forse più avanzata finora è dovuta a Carsten Stahmer, dell'Ufficio
statistico federale tedesco, che ha redatto tre tavole parallele: una, quella
dell'economia tradizionale, contiene i flussi del denaro da un settore economico
(agricoltura, industria, trasporti, consumi delle famiglie, ecc.) all'altro; la
seconda contiene i flussi, in tonnellate, della materia che viene trasferita sia
da un settore economico all'altro, sia dalla natura a ciascun settore economico,
sia il flusso delle scorie immesse da ciascun settore economico nella natura; la
terza tabella contiene il numero di ore di lavoro assorbito per ogni passaggio
di denaro (e di materiali) da un settore all'altro.
Stahmer ha chiamato "il triangolo magico" l'insieme delle tre tabelle
la cui sovrapposizione permette di conoscere quante tonnellate di materiali o di
risorse naturali o di rifiuti, e quante ore di lavoro corrispondono a ogni euro
scambiato fra due settori economici quando viene prodotta o acquistata una
tonnellata di grano o di acciaio o una automobile, eccetera.
Se, poniamo, il settore dell'edilizia ha assorbito tante tonnellate di cemento,
sabbia e tondino di ferro ma le ore di lavoro contabilizzate sono "troppo
poche", o se gli imprenditori pagano "troppo poche tasse"
rispetto al valore monetario degli edifici venduti, allora si è di fronte a
sfruttamento della mano d'opera e ad abusivismo e evasione; se il numero di ore
di lavoro assorbite dal settore dell'agricoltura che produce pomodori è
"troppo" basso rispetto alle tonnellate di pomodori venduti, ci deve
essere stata evasione delle paghe e dei contributi. Se un settore di produzione
e di consumo dichiara di scaricare rifiuti in quantità "troppo bassa"
rispetto al movimento di denaro o di materiali, si può identificare l'origine
di qualche discarica o inquinamento abusivi.
Nell'Università di Bari è stata redatta, per l'Italia e per il 2000, una
simile contabilità economica in unità fisiche. Essa ha permesso di rilevare
che i circa 1150 miliardi di euro del PIL di quell'anno hanno richiesto la
movimentazione di sei miliardi e mezzo di tonnellate di materiali (acqua e aria
escluse) circolate dalla natura, ai settori della produzione e dei consumi e di
nuovo alla natura come scorie e rifiuti. Questa ricerca ha permesso di calcolare
un "Prodotto interno materiale lordo", sempre per il 2000, di circa
860 milioni di tonnellate di materiali (assorbiti dai consumi finali), pari a
circa 15 tonnellate di materia all'anno per persona, necessarie per assicurare a
ogni italiano un PIL monetario "medio" di circa ventimila euro
all'anno.
Purtroppo molte informazioni sui flussi di materiali nelle statistiche ufficiali
e nelle imprese sono segrete e il calcolo ha dovuto essere basato sui bilanci
fisici che, per il principio di conservazione della materia, impongono che ogni
tonnellata di materia che entra in un settore economico si deve ritrovare in
uscita, e questo permette di svelare anche informazioni tenute ufficialmente
nascoste; tanto che è stato di recente presentato alla Camera un disegno di
legge che richiede al governo di pubblicare periodicamente, al fianco della
contabilità monetaria su cui è basato il calcolo del PIL, anche dei bilanci
che consentano di valutare il "Prodotto interno materiale lordo", una
grandezza in unità fisiche di peso e energia, nella quale non possano essere
tenute nascoste evasioni e frodi finanziarie e ecologiche.